Il Gruppo italiano ENI si impegna a lungo termine in Algeria

Nella sua ultima edizione n°56 (20 maggio – 20 giugno 2018), la rivista delle Energie ” OIL & GAS BUSINESS” ha affermato che l’ENI è stata la prima società internazionale a lanciare la prima canalizzazione che doveva approvvigionare il continente europeo in gas naturale dal giacimento di gas di Hassi Rmel. Un primo accordo era stato firmato nel 1972 tra ENI e Sonatrach per la fattibilità del progetto. Un contratto di vendita di gas naturale fu firmato nel 1977, sempre tra le due compagnie, aprendo la via alla costruzione del gasdotto.

Secondo le grandi linee annunciate dal Presidente dell’ENI, Claudio Descalzi nel corso dell’11 edizione delle giornate scientifiche e tecniche organizzate dalla società nazionale algerina degli idrocarburi (Sonatrach) il 17 aprile 2018 ad Orano, la strategia adottata dall’ENI ingloba tanto l’esplorazione e la produzione di idrocarburi quanto le Energie rinnovabili o la Ricerca-sviluppo.

Si può affermare che il Gruppo italiano iscrive la sua presenza a lungo termine in Algeria e prevede di investire diversi miliardi di dollari in numerosi segmenti dell’attività energetica incluse le energie rinnovabili e la petrolchimica, due campi che l’Algeria ha deciso di privilegiare per diversificare la sua economia e per iscriversi anche nella transizione energetica.

ENI investirà diversi miliardi di dollari nel corso dei prossimi anni. Secondo gli accordi già firmati con SONATRACH e quelli che seguiranno, questo investimento dovrebbe essere orientato verso l’esplorazione-produzione, le energie rinnovabili e la petrolchimica.

A monte, le due compagnie hanno già concretizzato dei progetti firmando ad Orano due importanti contratti. Il primo riguarda un investimento di circa 200 milioni di dollari per costruire un gasdotto di circa 180 km cui trasporterà il gas associato di Bir Rebaa Nord verso le installazioni di Menzel Ledjmet Nord e permetterà di aumentare la produzione di gas naturale delle due compagnie di circa 7 a 8 milioni di metri cubi al giorno a partire dalla fine del 2019 o dall’inizio del 2020. Il secondo contratto riguarda l’esplorazione di tre perimetri dove le due compagnie sono attive nel bacino di Berkine.

Grazie ad un studio condotto sul Berkine Nord e Berkine Sud, è stata delimitata una zona interessante e i tre perimetri scelti, Zemlet El Arbi, Sif Fatima II ed Ourhoud, mostrano un potenziale di sviluppo e di esplorazione.

Per quanto riguarda l’importanza dell’Algeria nell’approvvigionamento energetico dell’Europa, grazie ai suoi 4 500 miliardi di metri cubi di riserve di gas e ai 21 000 miliardi di metri cubi di risorse convenzionali e non convenzionali, l’Algeria è nella posizione di coprire i fabbisogni di entrambe le sponde del Mediterraneo, di svolgere un ruolo molto importante nella diversificazione delle risorse energetiche e di chiarire più nel dettaglio i bisogni del Vecchio Continente e le sue prossime scelte strategiche.

Secondo Descalzi, grazie al suo potenziale energetico, l’Algeria può assicurare l’approvvigionamento dell’Europa e può essere la “sua migliore alternativa”-

L’Algeria ha il potenziale per raggiungere una crescita a lungo termine grazie alla sua posizione geografica e della sua dimensione. E ha il più grande deposito solare al mondo.

Descalzi ha fatto sapere che “l’Europa che importa quasi il 80% dei suoi fabbisogni in gas e che avrà bisogno di diversificare i suoi fornitori, guardedà principalmente verso l’Africa di Nord” che grazie al suo potenziale di gas, può avere un ruolo centrale nella geopolitica internazionale ed aumentare la sua crescita ed il suo sviluppo.

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