Crisi libica: concordanza di vedute tra l’ONU e i Paesi limitrofi sulla soluzione politica

Il Ministro degli Affari Esteri Abdelkader Messahel ha presieduto lunedi a Algeri la riunione ministeriale tripartita Algeria-Egitto-Tunisia per la Libia, a cui hanno partecipato i Ministri degli Affari Esteri, Sameh Shokri e Khomeis Jhenaoui.

Questo nuovo incontro s’inserisce nelle “consultazioni continue in corso tra i tre Paesi sulla situazione che prevale in questo paese fratello e vicino”.

In un comunicato finale che sanciva la riunione ministeriale tripartita (Algeria, Tunisia ed Egitto), i tre paesi hanno ribadito “l’importanza dell’attuazione del piano d’azione delle Nazioni Unite”.

Hanno inoltre accolto con favore “i progressi compiuti” in questa direzione, invitando tutte le parti libiche, comprese quelle influenti ad effettuare “maggiori concessioni per mettere l’interesse nazionale al di sopra di tutte le altre considerazioni e per ottenere il consenso nazionale ad andare oltre la transizione.

Al termine dell’incontro, che s’inserisce nell’ambito dell’iniziativa tripartita dedicata all’esame degli sviluppi della situazione in Libia, i tre Ministri hanno sottolineato “l’urgenza di assicurare tutte le condizioni favorevoli all’accelerazione dell’attuazione del piano d’azione delle Nazioni Unite “.

In questo senso, hanno esortato le parti libiche ad assumere pienamente le loro responsabilità e a perseguire in buona fede, il loro impegno per la concretizzazione di questo processo attraverso “la realizzazione di un consenso più ampio che porti a una riconciliazione nazionale globale.”

Inoltre, i ministri hanno sottolineato “l’importanza di contribuire all’accelerazione di questo processo e ai contenuti del piano d’azione per la Libia”, avvertendo che “qualsiasi ritardo nella risoluzione della crisi potrebbe aprire la strada ad ulteriori escalation di violenza, di terrorismo e di conflitti “

I tre ministri hanno inoltre sottolineato l’importanza di tenere conto del contributo dei libici a tutte le consultazioni e agli sforzi regionali e internazionali volti all’attuazione del processo di risoluzione, affermando che “la soluzione politica deve essere intra-libica e risultante dalla volontà e dal consenso di tutta la componente del popolo libico “.

A questo proposito, hanno sottolineato “il ruolo centrale delle Nazioni Unite nell’attuazione delle clausole dell’accordo politico libico, firmato il 17 dicembre 2015 al fine di porre fine alla crisi libica e di costruire istituzioni nazionali forti, un esercito unificato e dei servizi di sicurezza la cui missione è il mantenimento dell’ordine pubblico, la lotta contro il terrorismo e delle istituzioni economiche unificate ed efficaci.

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