Messaggio del Presidente della Repubblica, Abdelaziz Bouteflika in occasione del 1 ° maggio, Giornata internazionale del lavoro

Il Presidente della Repubblica, Abdelaziz Bouteflika, ha rivolto martedì un messaggio ai lavoratori algerini in occasione del 1 ° maggio, Giornata internazionale del lavoro, di seguito la traduzione del testo integrale :

“Nel nome di Allâh Clemente e Misericordioso, che le preghiere e la pace di Allah siano sul Suo Messaggero,

Signore e signori,

Desidero in primo luogo porgere i miei saluti calorosi e le mie sincere congratulazioni a tutti i lavoratori e le lavoratrici in occasione della nostra celebrazione della Giornata internazionale del lavoro.

La celebrazione della Giornata internazionale del lavoro è una tappa importante per i lavoratori di tutto il mondo, poiché ha dei significati e degli obiettivi diversi a seconda delle epoche e dei paesi.

Alla nascita di questa era di lotta (operaia) nei paesi sviluppati, i lavoratori dell’Algeria soffrivano sofferto, come il resto del nostro popolo, i tormenti del colonialismo distruttivo , dell’oppressione e dello sfruttamento delle potenzialità umane e materiali del nostro paese al servizio dell’economia coloniale.

Oggi celebriamo con deferenza e umiltà la lotta dei lavoratori e delle lavoratrici per la liberazione della patria. Dei lavoratori che erano in prima linea nell’epopea della Gloriosa Rivoluzione di novembre e che hanno fatto enormi sacrifici e tanti martiri, di cui Aissat Idir è il simbolo.

Signore e signori,

All’indomani dell’indipendenza, i lavoratori e le lavoratrici erano il pilastro e il motore della costruzione dello Stato nazionale.

Ricordiamoci la portata delle sfide alle quali è stato confrontato il nostro popolo nei primi due decenni di indipendenza, quando abbiamo iniziato a gettare le fondamenta della nostra amministrazione nazionale, quando ci stavamo preparando a avviare le nostre fabbriche, o meglio ancora, quando abbiamo proceduto con audacia e convinzione, alla nazionalizzazione dei nostri idrocarburi.

È vero che l’Algeria è riuscita ad affrontare queste sfide grazie alla lungimiranza della sua leadership dell’epoca, interamente composta dai nostri mujaheddin, gli artigiani della rivoluzione. Ma va detto che questo successo è stato anche il risultato della mobilitazione e della determinazione dei lavoratori e delle lavoratrici, sopratutti nei momenti difficili.

Questa tappa ha lasciato degli insegnamenti fondamentali da cui oggi dobbiamo trarre il nazionalismo e la mobilitazione sincera per affrontare ogni tipo di sfida.

Signore e signori,

Una volta che l’Algeria si sarà ristabilita attraverso la Concordia civile e la Riconciliazione nazionale, ci siamo avvalsi di questa benedizione per avviare il progetto nazionale di ricostruzione, un progetto che abbiamo incluso nello spirito della Dichiarazione del 1 novembre 1954 e dei suoi obbiettivi di costruire uno Stato democratico con una dimensione sociale conforme ai principi islamici. Uno stato il cui motto è l’orgoglio e la dignità di tutti gli algerini e le algerine.

L’Algeria ha inoltre compiuto progressi nei settori dell’istruzione e dell’insegnamento, nonché delle prestazioni sociali, migliorando il tenore di vita della popolazione e rafforzando la sua classe media.

Nel corsi degli ultimi vent’anni, nel campo economico, il nostro paese ha compiuto un salto di qualità nel perfezionamento delle nostre capacità agricole, nella creazione di centinaia di migliaia di medie imprese e nel consolidamento delle nostre infrastrutture di base. Il reddito complessivo del paese è aumentato e la crescita economica è in costante evoluzione, anche se il suo tasso rimane insufficiente.

Signore e signori,

Il processo di costruzione della nazione che abbiamo avviato dopo il ripristino della pace e della sicurezza è stato confrontato negli ultimi anni agli effetti delle fluttuazioni dell’economia globale e dalla caduta dei prezzi del petrolio. Le ripercussioni che hanno portato ad una diminuzione delle capacità finanziarie dello Stato e che mettono in discussione la nostra dipendenza eccessiva dagli idrocarburi.

Di fronte a questa situazione, ho voluto che il nostro processo di sviluppo non fosse interrotto o messo in discussione e che i principi della nostra politica sociale fossero mantenuti.

Nonostante queste difficoltà, lo Stato persegue la spesa nel settore sociale e culturale, la realizzazione delle infrastrutture di base e degli alloggi e l’incoraggiamento dell’investimento con importanti vantaggi a scapito delle entrate del tesoro pubblico.

Oggi e in occasione della celebrazione della Giornata internazionale del lavoro, esorto i firmatari del Patto economico e sociale ad uno slancio per lavorare insieme al servizio dell’Algeria e alla prosperità del suo popolo.

Invito il Tripartito a fruttare questo dialogo per promuovere l’integrazione e l’efficienza al servizio della continuità del nostro processo nazionale di costruzione dell’Algeria di orgoglio e dignità, un’Algeria che verrà con l’aiuto dell’Onnipotente, il superamento delle attuali difficoltà finanziarie, un’Algeria che continuerà a migliorare le condizioni di vita di tutti i suoi cittadini, senza esclusione alcuna, un’Algeria che rimarrà fedele al carattere sociale del nostro Stato.

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