Intervista dell’Ambasciatore d’Algeria in Italia Abdelhamid SENOUCI BEREKSI con il quotidiano algerino Echorouk sui rapporti tra l’Algeria e l’Italia

Com’è la realtà delle competenze algerine in Italia?

In Italia vi è un’importante elite di talenti algerini impegnati nei vari settori culturali, artistici, sportivi ed economici, che possono dare al Paese un’immagine dell’orgoglio dell’appartenenza ad esso. Due anni fa abbiamo cominciato, nel quadro di una strategia, ad identificare i luoghi in cui si trovano per riunirli e per promuovere le loro attività e incoraggiarli a conoscersi, come preludio per farli conoscere alla parte italiana e, quindi, per contribuire alla promozione e al rafforzamento delle relazioni algerino-italiane.

Confermo, sulla base dell’esperienza, abbiamo difatti cominciato a individuare queste persone e a rendere loro visita nel corso degli ultimi due anni, la presenza di un’eccellente comunità basata su un’elite altamente qualificata in diversi settori, a titolo di esempio, ci sono dodici artisti e grandi scultori algerini che vivono in Italia, come Abdel Kader Houamel, un artista che ha conosciuto un momento di gloria e poi un periodo di dispersione, gli abbiamo tolto la polvere di dosso rimettendolo sotto i riflettori attraverso una mostra a lui dedicata per un mese intero a Napoli che ha ospitato l’anno scorso il mese algerino, un mese pieno di attività culturali ed economiche nonché di conferenze.

Il problema è che questa comunità è alquanto dispersiva. Ci sono anche degli algerini che lavorano nei centri culturali e nei centri islamici ed ho fatto visita ad uno di loro, Abdelkader Mekri a Fabriano, una figura molto integrata nella società italiana ed è molto apprezzato e rispettato dalle autorità locali della città, d’altronde si incontra spesso con il Sindaco per la sua credibilità.

Com’è possibile rafforzare le relazioni italo-algerine attraverso questa comunità?

Tra i due Paesi, c’è una una ricca storia di scambi che dura da oltre 20 secoli.Il nostro Paese ha dato vita a grandi personalità come Sant’Agostino, Apulios Madarouchi e San Zenon originario di Cherchel, d’altronde San Zenon è il primo arciduca africano in Europa, e se ci si reca a Verona si scopre che la chiesa la più importante di questa città porta il suo nome. Da parte italiana, abbiamo la storia del prigioniero Oldino Bchinna, catturato dalla marina algerina poi adottato da un ammiraglio algerino che lo educò e lo introdusse nell’Islam, per divenire anni dopo il governatore dell’Algeria noto con il nome bacha Ali Piccinin. Questa è una storia umana meravigliosa in cui un detenuto italiano diventò il sultano dell’Algeria. Da non dimenticare anche la storia di Leonardo Vioubinache, il figlio di un ricco console originario di Pisa che ha representato il suo Paese a Bejaia. Difatti egli ha visitato la prospera Bejaia tra l’undicesimo e il dodicesimo secolo e studiò nella sua università da dove presi i numeri arabi portandoli verso l’Italia e tutta l’Europa.

Ci sono degli accordi firmati tra l’Algeria, che godeva di un’autonomia speciale soprattutto in epoca ottomana, con i regni di Genova, Sicilia e Venezia; occorre quindi far conoscere la storia comune tra i due Paesi e, noi stiamo cercando di stabilire dei programmi pedagogici comuni per permettere agli Algerini di sapere che la loro presenza nella Penisola è il frutto di una lunga e ricca storia, e altrettanto all’Italia di realizzare che l’Algeria è il suo partner più coerente… Ci sono dei comitati congiunti d’alto livello e nei vari livelli, perché l’Italia è il primo cliente dell’Algeria nel campo energetico. Anche le relazioni economiche hanno una lunga storia: l’Algeria ha esportato in precedenza il grano nell’impero romano, la cera prodotta a Bejaia e il marmo colorato prodotto a Bouhnaifia.

Attualmente è stato siglato un importante accordo nel campo della fornitura di combustibili all’Italia e, l’Algeria incoraggia gli italiani a investire in Algeria anziché nel commercio.

Ha recentemente annunciato la prossima visita del Papa del Vaticano in Algeria, ci sono delle informazioni sulla visita?

Inanzitutto, non sono qualificato per fornire dei dettagli precisi sulla questione, non essendo io l’Ambasciatore presso la Santa Sede, perché l’Ambasciatore accreditato presso il Vaticano ha sede in Svizzera a Ginevra, e la legge del Vaticano vieta di essere ambasciatore in Italia e in Vaticano al tempo stesso.

L’Algeria ha accettato la domanda del Vaticano circa la beatificazione dei monaci di Tibhirine, perché l’Algeria è un Paese che crede nel riavvicinamento e nel dialogo tra i popoli, senza dimenticare che il nostro Paese non ha alcun problema con le altre religioni e ha anche dato vita al cristiano San Agostino e a sua madre Santa Monica e San Zenon e a molti altri, non abbiamo nessun problema. Un mese fa, Monsignore Tessier è venuto in Italia dove ha tenuto una conferenza sui monaci di Tibhirine e ho colto questa occasione per chiedere ad un’ artista italiana di Venezia specializzato in calligrafia araba di dipingere San Agostino e il principe Abdul Qadir in un unico dipinto, e ho esposto il quadro per dimostrare che non abbiamo nessun problema in questo senso, difendiamo allo stesso modo il principe Abdul Qadir e Abdul Hamid Ben Badis, San Agostino, la Sacerdotessa, Giugurta, Tinheinan e Massinissa, perché fanno tutti parte della storia dell’Algeria che si estende attraverso i secoli.

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