La dichiarazione di Mustapha Mekideche sulla radio nazionale algerina: le critiche dell’UE sono “paradossali”

Il Vice presidente del Consiglio economico e sociale nazionale (CNES) Mustapha Mekideche ha definito “paradossali” e “contraddittorie” le critiche del Commissario per il Commercio dell’Unione europea Cecilia Malmström dell’Algeria. Intervenendo mercoledì alla radio nazionale ha dichiarato che queste critiche sono entrambe “paradossali e contraddittore, e sono intervenute in un brutto momento”. “Sono paradossali, perché in un momento in cui gli scambi economici con i paesi membri dell’UE si stanno sviluppando, Bruxelles mette in evidenza una serie di decisioni di salvaguardia delle autorità algerine”, ha detto, constatando che “questo arriva in un momento in cui vi è una revoca di alcuni divieti sull’importazione di determinati prodotti”.

Queste critiche arrivano in un momento “in cui sono anche stati firmati dei contratti nel settore energetico con aziende italiane, e in un momento in cui c’è un aumento delle importazioni di SKD/ CKD con i tedeschi. E qui vediamo l’UE intervenire con il Commissario per il Commercio con dei propositi esagerati. Immaginate se l’Algeria avesse chiesto un sostegno alla bilancia dei pagamenti.

Martedì scorso, dinanzi alle Commissioni per gli Affari economici e gli Affari esteri dell’Assemblea nazionale francese, il Commissario europeo per il Commercio aveva dichiarato che “l’Algeria, molte delle cose che fa, non sono conformi ai nostri accordi di libero scambio “. Eppure, l’ammontare delle importazioni algerine dai paesi dell’UE è stato di 22 miliardi di dollari nel periodo 2016-2017, ovvero la metà del totale delle importazioni algerine.

Per Mekideche, “dobbiamo analizzare la situazione da un punto di vista strutturale”. “Dobbiamo ridurre questa asimmetria, con scambi equi tra le due sponde.” Secondo il vicepresidente del CNES, “tra l’Algeria e l’UE esistono solo relazioni commerciali e nient’altro. L’Algeria è considerata un mercato, nient’altro. “

Il Vice Presidente ha ritenuto che le critiche del Commissario europeo al Commercio “hanno motivato la dichiarazione delle parti sociali, FCE e UGTA”. In un comunicato congiunto reso pubblico martedì, il CTF e l’UGTA hanno indicato che “i firmatari del Patto nazionale economico e sociale hanno espresso la loro preoccupazione dopo le ripetute dichiarazioni da parte di alti funzionari delle istituzioni dell’Unione europea in merito alle misure intraprese dall’Algeria per affrontare il significativo squilibrio della bilancia dei pagamenti e il deficit di bilancio che mettono a rischio la sua sovranità economica e finanziaria. “Ovviamente, tali misure non mettono in discussione la volontà dell’Algeria di consolidare la sua cooperazione economica con i partner strategici, di cui l’Unione europea fa parte “, si legge sempre nel comunicato.

Il signor Mustapha Mekideche ha inoltre rilevato che “nel momento in cui l’Algeria avvia delle politiche volte alla diversificazione e alla promozione della produzione nazionale privata, le viene fatto un falso processo, affermando che limita le sue importazioni. “Questa limitazione delle importazioni favorirà la creazione del settore privato “, ha reagito Mekideche prima di chiedersi “il perché di queste reazioni molto esagerate”.

Secondo lui “l’accordo di associazione ha senso solo se riduce la vulnerabilità della nostra economia”. “Dal 2014, c’è un nuovo modello di sviluppo, che passa dalla promozione del settore privato, lo sviluppo del capitale umano, e in questo, i nostri partner devono essere d’accordo nel collaborare con le loro aziende, e noi siamo obbligati a creare un dispositivo di produzione diversificato “, ha continuato, ritenendo che” è in quest’ottica che l’accordo di associazione deve essere rivisto”. Meglio, secondo il vicepresidente del CNES,” siamo in un processo di sviluppo industriale, che deve essere accompagnato dall’UE, invece che essere ostacolato”.

Per quanto riguarda le misure di protezione adottate dall’Algeria, egli ha affermato che si tratta di “risposte alla crisi”. “L’UE protegge i suoi interessi e la sua quota di mercato in Africa e in particolare nel Maghreb. Lo possiamo capire, ma presentare le cose come ha fatto la Signora Malmström ricordando le clausole di risoluzione delle controversie, è esagerato. Penso che si tratti di una pressione, è evidente. “La risposta più rapida, secondo Mekideche, è stata quella delle parti sociali, che è del tutto legittima, perché le misure prese sono volte alla protezione dei nostri posti di lavoro e del nostro settore privato “.

 

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