Messaggio del Presidente della Repubblica in occasione della commemorazione del 56 ° anniversario del Giorno dell’Indipendenza e della gioventù

Il Presidente della Repubblica, Abdelaziz  Bouteflika, ha inviato  mercoledì un messaggio in occasione delle celebrazioni del  56° anniversario del  Giorno dell’Indipendenza e della  Gioventù.
 
 Signore e signori,

 
 Non posso non evocare questa giornata gloriosa  senza inchinarmi con deferenza alla memoria dei nostri valorosi Chouhada che hanno combattuto, per lunghi periodi, e pagato un caro prezzo alle forze coloniali  a cui hanno spezzato il giogo per liberare il paese e issare alto il suo emblema accanto a quelli degli stati indipendenti.

 
 Le celebrazione di questa giornata memorabile mi offre la gradita opportunità rivolgere i miei saluti ed esprimere tutta la stima e la gratitudine che nutro per i miei compagni mujaheddin e moudjahidate, quelli ancora in vita e coloro che sono morti, cosi come vorrei rendere omaggio ai loro sacrifici per la liberazione dell’Algeria e il loro contributo alla
 costruzione e alla costruzione del paese.

 Signore e signori,

  Certamente l’indipendenza dell’Algeria è stata strappata a caro prezzi dalle generazioni che si sono susseguite per spezzare il giogo del colonialismo con rivolte continue e una lotta politica potente e perpetua, la lotta di un popolo contro il quale il colonizzatore portò la sua
 barbarie repressiva agli estremi, i massacri dell’8 maggio 1945 lo testimoneano.
 
 Questa continua lotta dei nostri antenati contro la tirannia coloniale continuò fino alla Gloriosa Rivoluzione di novembre la cui storia è stata scritta in lettere d’oro sul registro della Storia universale contemporanea e la storia della lotta deii popoli per la libertà e
 l’indipendenza.
 
 La Rivoluzione di novembre è stata condotta, è opportuno ricordarlo, dai giovani che hanno dedicato la loro vita alla vita dell’Algeria. Il risultato di questa rivoluzione è il risultato di un
 tributo pesante pagato da un intero popolo che ha sacrificato un milione e mezzo di
 loro figli che erano caduti martiri e ne ha visto milioni deportati e espropriati delle loro terre e proprietà. 

 
 Signore e signori,

 
 Se l’evocazione delle grandi imprese della nostra gloriosa rivoluzione di novembre è motivo di orgoglio per tutti noi, resta il fatto che i risultati raggiunti dall’Algeria, sin dall’indipendenza, costituiscono un patrimonio cui il nostro popolo deve essere orgoglioso.
 
 Ve ne ho parlato in molte occasioni, della situazione dell’Algeria all’indomani dell’indipendenza: povertà diffusa, analfabetismo imposto dal colonizzatore che proibiva ai bambini algerini di accedere all’istruzione e una dipendenza dagli schemi degli occupanti che avevano lasciato il paese all’alba dell’indipendenza per impedire qualsiasi tentativo di
 rinascita e di edificazione del paese.

  Signore e signori,

 
 È vero, la volatilità dei mercati internazionali e il calo dei prezzi del petrolio durante gli anni ’80 sono stati purtroppo la causa di una crisi economica, poi politica e di sicurezza nel nostro
 paese.
 
 Ancora una volta, il nostro valoroso popolo, che una volta spezzò le catene di un rigido giogo coloniale, riuscì a superare questa crisi multidimensionale per amore della propria terra, spinto da un forte desiderio di ricostruire il proprio paese. 

 
 Così, e per grazia di Dio, l’Algeria ha dato un altro esempio della dedizione del suo popolo fedele alla sua religione di tolleranza e unito nella sua patria, un popolo incline alla concordia e alla riconciliazione nazionale, che costituiscono ora un modello da seguire nella lotta
contro il terrorismo.

 
 Tante battaglie pesano sul nostro paese e su molti altri paesi del mondo, battaglie che ci sfidano fortemente a prendere l’esempio dei nostri antenati e ad affidarci a tutte le competenze  dell’Algeria che siamo chiamato a sfruttare meglio.  Restiamo fedeli ai sacrifici dei Chouhadas e costruiamo un’Algeria all’altezza dei loro desideri e delle potenzialità di questo grande paese.  È così che dobbiamo celebrare, anno dopo anno, il recupero della nostra cara indipendenza e rendere omaggio ai nostri Chouhadas che hanno liberato la nostra patria. Questo è anche il modo per costruire la nostra gioventù in una vera conquista per l’Algeria.

 
 Fratelli e sorelle, a voi rivolgo i miei migliori auguri di benessere e prosperità nel nostro paese, l’Algeria indipendente. 

 Viva l’Algeria libera e indipendente Gloria ai nostri martiri. 

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